NAPOLI - Un sovraffollamento di aspiranti matricole per un mondo universitario a numero molto chiuso: i test di ammissione alle facoltà della Fedrico II di Napoli sono iniziati stamattina con 1280 candidati alla facoltà di Veterinaria per soli 54 posti disponibili.
Le prove campane per i corsi numero chiuso proseguiranno fino alla prossima settimana con ritmi serrati: mercoledì 4 settembre sarà il turno dei corsi di laurea triennale per le Professioni Sanitarie, giovedì 5 settembre toccherà alle aspiranti matricole di Biotecnologie, il 6 settembre sarà il turno delle facoltà di Viticoltura ed Enologia e di Farmacia.
Lunedì 9 settembre, invece, il giorno più atteso: i 5228 aspiranti che hanno espresso la loro prima preferenza per le facoltà di Medicina e Odontoiatria della Federico II di Napoli dovranno riuscire a guadagnarsi uno dei 413 posti disponibili: insomma, solo 7 su 100 ce la faranno.
Per le Professioni Sanitarie, il dato non si modifica nella sostanza: 3704 domande per 750 posti disponibili.
"Queste facoltà- spiega il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, Bruno Zuccarelli - esercitano grande appeal su migliaia di studenti poichè le professioni mediche sono considerate, oltre che prestigiose e affascinanti, anche remunerative e, dunque, appetibili".
Non manca la polemica che, quest'anno, riguarda l'introduzione del famigerato "bonus maturità": assegnato in base al voto di diploma, fa riferimento ai percentili che ogni Istituto superiore assegna in base al punteggio della maturità ottenuto da tutti gli studenti (1 punto per un punteggio minimo di 80/100 e 10 punti per la votazione di 100 e lode).
"Questo è senza dubbio un elemento positivo- continua Zuccarelli - poichè non ci si affida più esclusivamente ad un quiz, una metodologia che penalizza oltremodo quanti non hanno confidenza con 'pallini e crocette', ma che non per questo non sono preparati o potenzialmente ottimi studenti. Ora si terrà anche in considerazione il curriculum, e quindi si guarderà anche alla storia scolastica dei candidati".
Sulla variabilità del bonus da istituto a istituto, Zuccarelli aggiunge: "è un criterio che si dovrà valutare nel tempo, rispetto al quale saranno probabilmente auspicabili delle correzioni".
(Virdiesse)